Per decenni l’omologazione delle emissioni dei veicoli si è concentrata principalmente su ciò che usciva dallo scarico durante una prova definita. L’Euro 7 cambia questa prospettiva. La domanda normativa si amplia: da quanto è pulito un veicolo al momento dell’omologazione a come le sue prestazioni ambientali possono essere dimostrate lungo una parte molto più ampia della sua vita operativa.
Il Regolamento (UE) 2024/1257 introduce autovetture, furgoni, autobus e veicoli pesanti in un quadro di conformità ambientale più ampio che comprende inquinanti allo scarico, emissioni di particelle dei freni, abrasione degli pneumatici, durabilità delle batterie di trazione, monitoraggio a bordo, informazioni reali su consumo di carburante ed energia, disposizioni antimanomissione e dati ambientali del veicolo.
Ne deriva un cambiamento importante nell’omologazione. La conformità ambientale sta diventando sempre più un processo di assurance lungo il ciclo di vita, anziché una semplice prova di laboratorio eseguita prima dell’immissione del veicolo sul mercato.
Che cosa cambia davvero con l’Euro 7?
L’Euro 7 non dovrebbe essere visto semplicemente come il passo numerico successivo all’Euro 6 e all’Euro VI. La sua importanza risiede nell’ampliamento di ciò che viene considerato parte delle prestazioni ambientali di un veicolo.
Il quadro riunisce inquinamento allo scarico e non allo scarico, informazioni energetiche, durabilità delle batterie e monitoraggio in uso in una struttura normativa più integrata.
La regolamentazione delle emissioni dei veicoli si è storicamente concentrata in gran parte sugli inquinanti prodotti dal motopropulsore a combustione e sull’efficacia dei sistemi di post-trattamento dei gas di scarico.
L’ambito normativo si estende a emissioni allo scarico, particelle dei freni, abrasione degli pneumatici, durabilità delle batterie, monitoraggio a bordo, dati ambientali e prestazioni lungo il ciclo di vita.
Lo scarico conta ancora, ma non è più l’intera storia
L’Euro 7 continua a regolamentare gli inquinanti allo scarico dei veicoli con motore a combustione e ibridi, integrando tali requisiti nel più ampio quadro di durabilità e monitoraggio.
A seconda della categoria del veicolo e del motopropulsore, la valutazione della conformità può comprendere prove di laboratorio, condizioni di guida reali, valutazione delle emissioni evaporative, prove a bassa temperatura e verifica delle prestazioni del sistema di controllo delle emissioni.
L’Euro 7 collega sempre più le emissioni dimostrate durante l’omologazione alla capacità del veicolo e dei suoi sistemi di controllo dell’inquinamento di mantenere prestazioni accettabili durante la vita operativa del veicolo.
Superare l’omologazione non basta più
Uno dei concetti più importanti dell’Euro 7 è la durabilità. I costruttori devono garantire che i requisiti applicabili in materia di emissioni e prestazioni ambientali siano mantenuti per periodi definiti della vita del veicolo.
Vita utile dei veicoli leggeri
Per i veicoli M1, N1 e M2, la vita utile principale si estende fino al raggiungimento della prima di queste soglie.
I requisiti si estendono oltre la vita utile principale; la vita utile supplementare termina al raggiungimento della soglia di chilometraggio o di età applicabile.
I veicoli pesanti vanno molto oltre
Le categorie N2, N3 e M3 applicabili possono avere requisiti di vita utile principale fino a 300.000 km e di vita utile supplementare fino a 375.000 km.
Per i grandi veicoli N3 e M3 applicabili, la vita utile principale può raggiungere 700.000 km o 12 anni, mentre la vita utile supplementare si estende fino a 875.000 km o 15 anni.
Il veicolo diventa parte del sistema di conformità
L’Euro 7 introduce uno sviluppo importante con il monitoraggio a bordo (OBM). Anziché affidarsi esclusivamente a prove esterne periodiche, il veicolo stesso diventa in grado di monitorare aspetti importanti delle proprie prestazioni in termini di emissioni.
La diagnostica di bordo identifica i malfunzionamenti di sistemi e componenti legati alle emissioni e supporta la diagnosi dei guasti e la riparazione.
Il monitoraggio a bordo estende il concetto al tracciamento delle emissioni pertinenti e al rilevamento di superamenti o deterioramenti significativi durante il funzionamento del veicolo.
Perché la conformità ambientale non è più dimostrata soltanto nel laboratorio di prova. Il veicolo può generare sempre più informazioni sulle proprie prestazioni ambientali durante l’uso.
L’inquinamento non proviene solo dallo scarico
Con la riduzione delle emissioni del motopropulsore, l’attenzione si è spostata sempre più verso le fonti di particolato non allo scarico. L’usura dei freni è uno degli esempi più significativi.
L’attrito tra pastiglie e dischi dei freni produce particelle aerodisperse. L’Euro 7 introduce queste emissioni nel quadro normativo, rendendo le prestazioni ambientali dell’impianto frenante parte della conformità del veicolo.
Gli impianti frenanti vengono valutati secondo sequenze operative definite, rappresentative del comportamento di frenata pertinente.
Procedure di laboratorio quantificano le emissioni di particolato generate dall’impianto frenante.
Materiali di pastiglie e dischi, progettazione dei freni e caratteristiche di attrito influenzano sempre più la conformità ambientale.
I veicoli elettrificati possono ridurre l’uso dei freni ad attrito grazie alla frenata rigenerativa, rendendo rilevante per l’usura reale l’interazione tra propulsione e controllo dei freni.
Anche i veicoli a zero emissioni producono particelle da usura
Gli pneumatici perdono continuamente materiale per effetto dell’interazione con il manto stradale. Tali particelle contribuiscono alle emissioni ambientali non allo scarico, indipendentemente dal fatto che il veicolo sia alimentato a benzina, diesel, ibrido o completamente elettrico.
L’Euro 7 stabilisce la base normativa per i limiti di abrasione degli pneumatici e si affida a metodologie di prova in fase di sviluppo nell’ambito del quadro UN WP.29.
Eliminare le emissioni allo scarico non elimina l’impatto ambientale associato al movimento del veicolo. Pneumatici e freni diventano quindi elementi sempre più visibili dell’omologazione ambientale.
L’Euro 7 regolamenta anche l’invecchiamento delle batterie dei veicoli elettrici
I veicoli elettrici a batteria e gli ibridi a ricarica esterna introducono un’ulteriore dimensione delle prestazioni ambientali lungo la vita utile: il degrado della batteria di trazione.
L’Euro 7 stabilisce requisiti minimi di durabilità delle batterie basati sullo stato di salute della batteria in periodi definiti di utilizzo del veicolo.
Autovetture — M1
Le autovetture elettriche a batteria e ibride a ricarica esterna interessate devono rispettare la soglia minima di prestazione definita.
La prestazione energetica minima richiesta della batteria prosegue per il successivo periodo di durabilità definito.
Veicoli commerciali leggeri — N1
I veicoli commerciali leggeri elettrici a batteria e ibridi a ricarica esterna interessati devono mantenere la prestazione energetica minima definita della batteria.
Un’ulteriore soglia minima si applica nel successivo periodo di durabilità.
Il veicolo sta diventando il proprio registro ambientale
L’Euro 7 va oltre le emissioni fisiche, richiedendo che importanti informazioni ambientali siano generate, conservate e rese disponibili attraverso i sistemi del veicolo.
Il monitoraggio a bordo del consumo di carburante e di energia registra il consumo reale di carburante e di energia elettrica e i parametri associati.
L’EVP fornisce un meccanismo strutturato per le informazioni ambientali associate al veicolo.
Le condizioni della batteria di trazione diventano un parametro di prestazione ambientale monitorabile nel tempo.
Le informazioni ambientali accompagnano sempre più il veicolo oltre l’evento di omologazione iniziale.
La conformità deve resistere ai tentativi di manipolazione
La conformità ambientale lungo la vita utile ha senso solo se i sistemi responsabili di misurare, controllare e comunicare le prestazioni del veicolo restano affidabili.
L’Euro 7 affronta quindi dispositivi di manipolazione, strategie di manipolazione e vulnerabilità che potrebbero compromettere i sistemi ambientali.
Perché la manipolazione del software può potenzialmente modificare il comportamento del controllo delle emissioni, le funzioni di monitoraggio o i dati ambientali. Proteggere i sistemi regolamentati dalla manipolazione diventa quindi parte del mantenimento della conformità ambientale.
L’Euro 7 richiede un programma di verifica più ampio
L’ambito normativo ampliato significa che l’omologazione Euro 7 non può essere ridotta a un’unica prova di laboratorio sulle emissioni.
Le prove controllate restano essenziali per determinare le prestazioni regolamentate in termini di emissioni allo scarico ed evaporative.
Le prestazioni del veicolo devono essere considerate anche nelle condizioni di guida su strada ed estese applicabili.
Le emissioni di particelle dei freni introducono misurazioni di laboratorio dedicate e valutazioni ambientali specifiche del sistema.
L’abrasione degli pneumatici richiede metodologie dedicate per l’usura e limiti normativi man mano che il quadro si sviluppa.
Lo stato di salute e le prestazioni di durabilità della batteria di trazione diventano parte delle evidenze di omologazione.
OBD, OBM, OBFCM e le relative funzionalità di monitoraggio richiedono verifica e dimostrazione.
Le evidenze ingegneristiche devono dimostrare come le prestazioni di controllo delle emissioni vengono mantenute con l’invecchiamento dei veicoli.
Documentazione tecnica, dichiarazioni, informazioni ambientali e tracciabilità diventano parte integrante del fascicolo di omologazione.
La conformità Euro 7 inizia prima della prova di omologazione
Il quadro più ampio dell’Euro 7 implica che costruttori e fornitori debbano considerare la conformità già nelle fasi iniziali dello sviluppo di veicoli e componenti.
Identificare categoria del veicolo, motopropulsore, inquinanti applicabili, requisiti non allo scarico e date di applicazione.
Stabilire come interagiscono controlli delle emissioni, sistemi di monitoraggio, gestione della batteria e funzioni dei dati del veicolo.
Definire i requisiti di laboratorio, su strada, per freni, pneumatici, batterie e convalida dei sistemi prima dell’omologazione finale.
Dimostrare come le prestazioni ambientali e la funzionalità dei sistemi saranno mantenute con l’invecchiamento del veicolo.
Impianti frenanti, pneumatici, batterie, sensori, ECU e componenti di controllo delle emissioni influenzano sempre più il quadro complessivo di conformità.
Prepararsi a monitoraggio a bordo, informazioni ambientali, dati sul campo e obblighi di conformità continuativa.
Dall’omologazione all’assurance ambientale lungo il ciclo di vita
La rilevanza dell’Euro 7 va oltre i singoli limiti di emissione. Illustra una trasformazione più ampia in atto nell’omologazione dei veicoli.
Le evidenze di conformità sono fortemente concentrate sull’ingresso del veicolo sul mercato e sulla conformità della produzione.
Prestazioni ambientali, stato dei sistemi, dati operativi e durabilità estendono sempre più il processo di conformità alla vita operativa del veicolo.
Questa transizione può cambiare il ruolo dei laboratori di prova e dei servizi tecnici. Il loro lavoro collega sempre più le misurazioni di laboratorio con la valutazione della durabilità, il monitoraggio a bordo, la verifica dei dati, le prestazioni dei componenti e la conformità in servizio.
Oltre lo scarico
L’Euro 7 segna un cambiamento importante nel modo di intendere la conformità ambientale dei veicoli.
Le emissioni allo scarico restano importanti, ma si inseriscono ora in un sistema più ampio che comprende particelle dei freni, usura degli pneumatici, durabilità delle batterie, monitoraggio a bordo, informazioni energetiche reali, dati ambientali del veicolo e protezione contro la manipolazione.
Per costruttori, fornitori, servizi tecnici e laboratori, la sfida non è quindi più semplicemente dimostrare che un veicolo nuovo supera una prova sulle emissioni. La sfida è creare un sistema di evidenze in grado di dimostrare le prestazioni ambientali attraverso le tecnologie e nel tempo.
Se la conformità ambientale è attesa per l’intera vita del veicolo, dove finisce l’omologazione e dove inizia la conformità continua?
